Che cos’è il #ClimateOfChange?

Nella storia del nostro pianeta non è la prima volta che il clima subisce importanti trasformazioni, ma, a differenza di altre epoche, i drastici cambiamenti di oggi sono significativamente determinati da attività umane. Lo stile consumistico con cui viviamo le nostre vite e gli aggressivi modelli di produzione sono un motore di devastazione planetaria. Inoltre, l’attuale economia globale è profondamente diseguale, basata su aziende guidate dal profitto che approfittano delle risorse, delle vite e degli habitat del pianeta.

La crisi ambientale è una crisi sociale.

#ClimateOfChange considera la crisi ambientale intrecciata alle migrazioni, radicata in un sistema economico ingiusto. La partecipazione individuale e collettiva è fondamentale per assicurare una giusta transizione verso un sistema sostenibile per tutte e tutti.

La situazione in cui ci troviamo è complessa, e non si possono separare questi fenomeni tra loro strettamente collegati.

The environmental crisis is a social crisis

I paesi e gli individui che contribuiscono meno alla crisi ambientale sono quelli che ne soffrono maggiormente gli effetti. Il cambiamento climatico non riguarda solo il degrado ambientale, ma per milioni di persone che sono colpite in modo sproporzionato dai suoi effetti, significa mancanza di mezzi di sussistenza, di lavoro, di salute, di accesso ai diritti.
Se la popolazione globale vivesse come un abitante medio dell’UE, avremmo bisogno di 2,8 pianeti terra per sostenerci! Le persone colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici possono subire danni alla salute e alla proprietà, essere private dei mezzi di sussistenza, contrarre debiti irreparabili e perdere la capacità di perseguire una vita dignitosa.
Gli effetti del cambiamento climatico contribuiscono a spingere le persone a migrare sia all’interno del proprio paese sia in paesi confinanti. Una minoranza di persone si sposta fuori dalla propria regione o continente. Le persone costrette a migrare a causa del clima devono lasciare le loro case, la loro famiglia, i loro amici e a volte i loro beni, alla ricerca di una vita migliore.
Le persone costrette a migrare non hanno sempre una protezione legale e sociale adeguata. Spesso devono accettare il lavoro che riescono a trovare, a volte a scapito della loro libertà. Le persone che non hanno accesso ai più elementari diritti umani e dei lavoratori sono quindi vulnerabili allo sfruttamento e, a volte, persino a condizioni di schiavitù.
Quando le persone non hanno accesso ai diritti, sono costrette a lavorare in nero o addirittura in condizioni di schiavitù, le aziende che le sfruttano ottengono un vantaggio sleale rispetto alle aziende che rispettano i diritti umani e pagano i loro lavoratori con un salario dignitoso.
Quando le risorse naturali, la disponibilità di lavoro e i servizi diminuiscono, questo può provocare conflitti, poiché la gente fa quello che può per sopravvivere. Se alle persone viene impedito di lasciare un territorio senza lavoro o cibo, possono sorgere emergenze con immensi costi umani, sociali ed economici.

LA NOSTRA RISPOSTA

Abbiamo bisogno di un sistema che metta i diritti ambientali e sociali al centro delle decisioni politiche e individuali. La giustizia climatica per tutti e tutte è una questione di diritti. Per una transizione giusta, #ClimateOfChange chiede ai governi di apportare le giuste modifiche o promulgare nuove leggi. Il termine “transizione giusta” non definisce solo come sarà questo nuovo sistema, ma anche come ci arriveremo.

Per queste ragioni #ClimateOfChange si batte per:

1. Mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5°C raggiungendo la neutralità climatica dell’UE entro il 2040, un decennio prima dell’attuale obiettivo del 2050.

L’UE deve decarbonizzare la sua economia promuovendo energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili e migliorando l’efficienza energetica nei settori cruciali dell’energia, del riscaldamento e dei trasporti.

2. Passare a un’economia socialmente ed ecologicamente giusta che serva la società e la natura piuttosto che gli interessi delle imprese.

Questo nuovo modello economico deve essere rigenerativo, democratico, equo e attento. Gli stati che contribuiscono maggiormente al cambiamento climatico devono risarcire i danni e le perdite delle popolazioni più colpite, finanziando meccanismi internazionali e sostenendo misure di adattamento nei paesi colpiti.

3. Adottare politiche migratorie eque e basate sui diritti umani.

Protezione legale per permettere alle persone in qualsiasi parte del mondo di migrare, anche come strategia di adattamento alla crisi ambientale, esercitando un diritto universale alla mobilità.

4. Integrare la voce dei giovani nei processi decisionali.

I/le giovani e le generazioni future sono tra i più colpiti dal cambiamento climatico, ma sono anche i più grandi agenti di cambiamento. #ClimateOfChange cerca di informare e attivare i giovani come sostenitori e decisori del cambiamento.

Abbiamo bisogno di regole vincolanti per raggiungere la giustizia climatica per tutti e tutte – per il benessere del nostro pianeta e di TUTTE e TUTTI i suoi abitanti!